Alimentazione scorretta nei bambini di 10 anni: come gestire il problema

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Alimentazione bambini 10 anni

L’argomento salute e dieta è spesso molto difficile da affrontare anche per le persone adulte.
Un punto in comune tra gli adulti e i bambini, è che spesso il bisogno ossessivo del cibo cela una mancanza, un vuoto, che il soggetto tende a colmare e a riempire attraverso il cibo e le abbuffate.

Un bambino di 10 anni che presenta un interesse notevole per il cibo va sicuramente aiutato.
Per prima cosa bisogna comprendere la natura del disagio.

Osservarlo, parlare con il bambino, tentare di capire qual è il motivo che lo spinge a mangiare tanto.

Spesso per curare la “malattia” del cibo, occorre curare il disagio psichico.
Se capite che il bambino si sente triste e abbandonato, attivatevi per spingerlo ad instaurare un rapporto sano con un qualcuno che il piccolo sente particolarmente a cuore.

SE invece capite che il bambino è annoiato, una valida soluzione potrebbe essere quella di fargli iniziare un’attività che gradisce, coltivare un interesse.

Alcuni bambini sono molto emotivi e hanno bisogno di scrivere ciò che provano: lasciate i bambini liberi di esprimersi e non appellatevi subito ad una punizione se il problema persiste.

Bisogna tentare di andare incontro al problema in ogni modo, poichè opponendoci ad esso, correremmo soltanto il rischio di esacerbare il problema.

Un bambino che non si sente compreso, ascoltato e che vede i propri bisogni accantonati e privi di importanza, tenderà a dare sfogo alla propria sofferenza in qualche modo.

Aiutare concretamente un bambino ad acquisire le giuste abitudini alimentari

Innanzitutto ricordiamoci di non sminuire, prendere in giro o criticare un bambino.

La società odierna è già di per sè molto critica e basata sui canoni estetici.
In alternativa, tentiamo di far comprendere l’importanza dal punto di vista salutare, proponendo al bambino di iniziare una nuova alimentazione tutti insieme.

Non si può pensare infatti di imporre al bambino di 10 anni una dieta e nella stessa casa continuare a mangiare secondo abitudini sbagliate.
Per prima cosa è fondamentale quindi dare l’esempio. Il piccolo si sentirà parte di un nucleo, sentirà di essere sostenuto e aiutato.

Non bisogna mai farlo sentire solo.
Durante i momenti di difficoltà mai sgridare o prendere posizione in maniera autoritaria e aggressiva.
La regola d’oro è quella di assumere un atteggiamento positivo.

In alcuni casi si ha a che fare con della bitudini familiari particolari, dove il cibo è per cultura una costante e la buona cucina la fa da padrone.

Se il bambino presenta un interesse preponderante verso il cibo, potremmo pensare di iscriverlo ad un corso di cucina o farlo impegnare in qualsiasi altra cosa che lo faccia sentire protagonista del suo interesse.

Dare giusto valore quindi alle sue peculiarità, trasformarle in passione.

In questo modo l’attenzione e l’energia del piccolo si sposterà su un qualcosa di suo gradimento ma sotto un’altra forma.

A volte basta soltanto tentare di equilibrare alcuni aspetti e capire qual è il vuoto che si sta colmando con una esagerazione.

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