Bambino e tecnologia: come comportarsi?

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bambino e tecnologia

Il tema dell’educazione infantile ha da sempre un significato importante all’interno delle società e se in passato in molti puntavano il dito contro la televisione, oggi tanti altri si schierano contro la tecnologia, i computer e smartphone, che sono gli oggetti più comuni della nostra quotidianità, non usciamo mai di casa senza ed in ogni momento della giornata li consultiamo ed usiamo per varie finalità.

I dispositivi touch sono facilmente utilizzabili anche dai più piccoli che già dai 9-12 mesi sono in grado di memorizzare i comandi per accedere ad un certo tipo di risultato.
Infatti, rispetto al passato lo scoglio linguistico è superato, anzi in questo caso non è proprio presente!

Quel che serve è un benché minimo controllo della mani e questo fa sì che i nostri figli abbiano una sorta di competenza digitale innata… ma tutta questa tecnologia fa bene ai bambini?

Questa è la domanda che ci siamo posti ed in questo articolo forniremo la risposta che, come spesso accade, sta al centro.
Preferiamo dirlo subito che i dispositivi mobile, come tablet e smartphone, e i computer, portatili e non, non sono il male, ma nemmeno vanno usati come gli oggetti che ci “tengono buoni” i figli.

Il mestiere del genitore è un lavoro vero e proprio, a tempo pieno, non si può pensare di allontanarsi dal proprio bambino e lasciarlo con un tablet o un telefono di ultima generazione in mano.

E non stiamo parlando del rischio di rottura del dispositivo stesso o di urto accidentale del bambino, bensì dei contenuti con i quali potrebbe inavvertitamente entrare in contatto.
Quindi, come avremo modo di approfondire, l’uso della tecnologia deve essere condiviso, gestito e controllato sempre da un adulto.

Altresì, quest’uso deve essere consapevole, nel senso che si dovrebbero conoscere gli effetti di tale utilizzo sui bambini.

Opportunità e rischi della tecnologia sui bambini

Al pari di tanti altri strumenti di utilizzo quotidiano, computer, consolle, tablet e smartphone non rappresentano di per sé un qualcosa da iscrivere nella lista nera degli oggetti nocivi.

Essi hanno tutta una serie di utilità e benefici e tale aspetto si rintraccia anche nell’uso infantile, se adeguato. È proprio l’uso che se ne fa a fare la differenza ed è un utilizzo frequente ed eccessivo ad essere dannoso per la salute e per l’apprendimento dei bambini.

Dal primo anno di età fino almeno a 6 anni quando i bambini non vanno ancora a scuola, è fondamentale offrire alternative di svago e di apprendimento.

I dispositivi tecnologici non possono costituire la principale fonte di intrattenimento perché creano una sorta dipendenza e questa in un primo momento può influenzare il sonno e l’alimentazione dei bambini e a lungo andare può sfociare in una difficoltà a livello di attenzione e concentrazione.

Ma i rischi non si esauriscono qui, tra quelli più comuni si trovano l’isolamento: il bambino abituato a rifugiarsi nei giochi virtuali o sul web per passare il suo tempo si chiude in sé stesso, può sviluppare dei problemi a relazionarsi con gli altri e può avere una percezione distorta della realtà.
Per questo il ricorso ai videogiochi e tutte le app per bambini, così come anche i video con cartoni che si possono trovare su YouTube, dovrebbero essere un qualcosa in più, un qualcosa di saltuario per i propri figli, non uno strumento di utilizzo quotidiano.

Come controllare i bambini e la tecnologia

In apertura abbiamo detto che l’uso di questi dispositivi deve essere consapevole e ciò significa principalmente che noi genitori dobbiamo essere i primi a conoscere le reali potenzialità e altresì i pericoli che ci sono sulla rete e sui social network.
Essere informati su come funziona il web e che tipo di contenuti si trovano è fondamentale per salvaguardare i propri figli.
E’ Fondamentale anche sapere che: Abbandonare i super poteri e dedicarsi ai figli è fondamentale

Questo perché permette di trasmettere loro le dovute informazioni, di guidarli ed accompagnarli, oltre che impostare i dovuti filtri, nel caso di computer e notebook, per un’esperienza di navigazione sicura e senza rischi.

Le famose buone maniere che si imparano da piccoli e gli altrettanto famosi “occhi aperti” e “non accettare le caramelle dagli sconosciuti” sono tanto importanti quanto gli ammonimenti sui pericoli degli schermi luminosi che tanto piacciono ai nostri figli.

Si evince quindi che è proprio doveroso avere una propria educazione digitale per trasmetterla ai propri figli e dormire sonni tranquilli.

Ciò non esclude però lo stare insieme ai propri figli, che come abbiamo detto, dovrebbero sempre condividere con un adulto le attività che compiono su un dispositivo tecnologico.

Oltre a permettere di avere un feedback diretto di ciò che il bambino sta facendo, ciò evita che il bambino si senta solo e si isoli.
Si dovrebbe un po’ tutti riscoprire il vero significato della parola “condivisione” che vuol dire fare qualcosa insieme, face to face, hand to hand, nella vita reale, nella vita di tutti i giorni.

Quando i bambini sono piccoli e finché non raggiungono almeno l’adolescenza, si dovrebbe cercare di essere quanto più presenti possibili e coinvolgerli in tante attività differenti, e non esclusivamente digitali e virtuali
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