Bambino sotto antibiotico può uscire ?

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febbre aria aperta si o no?

Gli antibiotici sono una tipologia di farmaco molto temuta ma anche molto amata. In realtà si tratta di una tipologia di terapia farmacologica di cui si fa spesso abuso. Nonostante siano molte le persone che temono questo tipo di farmaco perchè pregiudicherebbe un buon funzionamento naturale del sistema immunitario, spesso se ne fa un uso errato.

Quando a prendere l’antibiotico è un bambino, l’attenzione diventa sempre più forte. Occorre specificare che non bisogna temere tanto l’antibiotico, quanto l’utilizzo che se ne fa. Laddove si presenti una necessità, l’antibiotico è un salvavita fondamentale. Non compromette la salute dell’individuo in maniera grave. E’ sempre bene rivolgersi ai medici e chiedere loro consiglio per non incorrere in controindicazioni. La regola base, è quella di non somministrare somministrare mai farmaci  a seconda della propria esperienza o peggio di quella alrui. Gli unici antibiotici somministrabili sono quelli che prescrive il medico curante o il pediatra che conosce la situazione clinica del bambino.

Consentire al bambino che segue una terapia antibiotica di uscire è possibile

Quando la somministrazione dell’antibiotico ha come fine la cura di un’infezione asintomatica, è possibile permettere al bambino di uscire, purché si rispettino alcune norme base: bisogna ricordarsi infatti che un antibiotico combatte le infezioni dell’organismo e per poterlo fare intacca anche le fisiologiche difese naturali del sistema immunitario. Questo è il motivo per cui bisogna prestare attenzione nel fare uscire i bambini in condizioni climatiche sfavorevoli, che presentano repentini cambi di temperatura. Ocorre anche prestare attenzione alla sudorazione dei bambini poiché  la barriera naturale del corpo del piccolo è comunque compromessa: il bambino sottoposto a terapia farmacologica antibiotica infatti,  non dispone delle normali difese di sempre, il suo bagalio di anticorpi è dimezzato, quindi è più propenso ad ammalarsi a seguito di un colpo di freddo o stando a contatto diretto con ambienti particolarmente affollati.

Lo spazio chiuso è deleterio. Da preferire ambienti arieggiati

I bambini che presentano la febbre o che stanno prendendo l’antibiotico non andrebbero chiusi all’interno di spazi ridotti e affollati come la scuola, la ludoteca o l’asilo. Un ambiente come questo, dove la presenza di altri bambini e altri soggetti come gli educatori e le maestre è massiccia, rappresenta un potenziale catalizzatore di patologie. Le persone che respirano la stessa aria, chiusi all’interno di una stanza, sono persone che respirano anche gli stessi batteri. L’ambiente che va a crearsi è un ambiente dannosissimo e potenzialmente pericoloso. In un luogo saturo di batteri, i bambini immuno compromessi, come quelli che seguono una terapia antibiotica, rischiano di peggiorare la propria condizione. Paradossalmente è molto più rischioso lasciare un bambino in un luogo chiuso dove manca il ricambio d’aria, che farlo uscire a respirare aria pulita seppure più fredda. Lo scambio di micro particelle di saliva che inevitabilmente avviene in un luogo affollato contenente batteri, è altissimo. Per questa ragione è consigliabile portare i bambini fuori, all’aria aperta e magari al sole quando sono malati, piuttosto che tenerli chiusi in casa o a scuola. Il ricambio d’aria è importantissimo affinché vengano liberati i batteri che albergano nell’organismo del bimbo sotto terapia antibiotica. Unica accortezza: attenzione agli sbalzi di temperatura.

Il sole tra l’altro, grazie al calore rappresenta un importantissimo disinfettante battericida naturale. Non è un caso infatti che sia proprio il calore ad essere utilizzato nella sterilizzazione degli utensili in ospedale o in qualsiasi altro contesto.

é consigliabile portare i bambini all’aria aperta: collegamento con “Puntini rossi sulla pancia

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