Come comportarsi di fronte ad un bambino dislessico?

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bambino dsa studio

Negli ultimi anni si sente parlare spesso del DSA.
Molti credono si tratti di una malattia e alcuni credono sia irrisolvibile. In realtà i bambini affetti da dislessia hanno solo bisogno di più attenzione ma sono perfettamente in grado di superare questo piccolo ostacolo e mettersi al pari con gli altri bimbi.

Sarà capitato a tutti almeno una volta di incontrare bambini con un disturbo dell’apprendimento. Alcune famiglie convivono con un bimbo affetto da DSA in maniera serena affrontando in maniera equilibrata le difficoltà proprie di questa particolarità. La dislessia non è una vera e propria malattia, nonostante si manifesti secondo una matrice genetica.

Si tratta di una diversità neurologica che influisce sull’apprendimento di alcune pratiche come la lettura, la scrittura e la codifica dei numeri.
I bambini che manifestano DSA compensano le proprie difficoltà sviluppando il pensiero visuo-spaziale, spostando quindi il proprio focus d’attenzione sulle immagini, sui filmati e gli schemi.

Come bisogna comportarsi in famiglia? se tuo figlio è affetto da DSA

Il benessere di un bambino con DSA inizia in famiglia.
Non è indispensabile possedere una conoscenza scientifica di questo disturbo per relazionarsi con i soggetti affetti da questo disturbo. In realtà occorre avere tanta fiducia nei bambini.
Il sostegno degli adulti e la stima che riescono ad infondere nei soggetti dislessici, sono aspetti di fondamentale importanza.

Quando i bambini non si sentono amati e sostenuti, ma anzi abbandonati, tendono a perdere il senso di adeguatezza, rischiando di perdere ogni fiducia in se stessi.
Ciò di cui ogni bambino, in particolar modo un bambino con DSA , ha bisogno, è di vivere in un ambiente sereno e non troppo critico. In famiglia i genitori devono stabilire i ruoli e farli rispettare, creando pace e pazienza, ma allo stesso tempo offrire degli strumenti di facilitazione per il bimbo affetto da disturbo dell’apprendimento.

Per quanto concerne questo ultimo aspetto, è importante non oltrepassare il confine e non offrire al bambino interessato strumenti riduttivi rispetto al ritardo cognitivo. La facilitazione dovrebbe costituire solo un aspetto circoscritto alla decodifica dei codici da analizzare.

L’errore è quello di credere che in questi soggetti il QI sia inferiore alla media e invece non è così: i soggetti con DSA hanno un quoziente intellettivo pari a quello degli altri e per questa ragione non è necessario facilitare il percorso cognitivo che porta alla soluzione. La dislessia comporta soltanto un rallentamento delle funzioni.

Elementi facilitanti per un bambino affetto da dsa

A scuola il bambino inizia a manifestare la propria difficoltà proprio perché si tratta del luogo preposto alla decodifica delle lettere e dei numeri.
In questo contesto, l’insegnante gioca un ruolo chiave nella facilitazione degli strumenti adatti alla decodifica.

Ad esempio, di fronte ad un problema matematico un elemento facilitante per un bambino con DSA è la rilettura del testo.
Il problema è largamente comprensibile dal bambino, la difficoltà si configurerà semplicemente nel tempo di soluzione. Per fare in modo che il bambino non sprechi troppa energia nel lavoro di decodifica, è necessario che il tutore rilegga il testo più volte.

L’importanza della lettura nei disturbi dell’apprendimento

Leggere storie per i bambini dislessici, coinvolgerli facendoli appassionare alla lettura, è un ottimo sostegno psichico nonché un elemento di supporto terapeutico.
Per poter superare al meglio questo disturbo, i bambini hanno necessità di non sentire il peso delle proprie difficoltà.
Per questo agli adulti viene chiesto di rendere amichevole il rapporto con i libri, e piacevole la lettura.
Ogni bambino dislessico ha il diritto di godere della fantasia e l’entusiasmo che i libri sono in grado di offrire.

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