Dopo il fenomeno “Blue whale” ecco “Momo”

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Momo il successore di whale

Circa un anno fa tra i ragazzini si era diffuso un gioco pericoloso che ha portato alla morte molti adolescenti in tutto il mondo, manipolando le loro menti e i loro cuori, fino a portarli al suicidio.

Oggi arriva un altro fenomeno pericoloso per i nostri bambini e ragazzi: “Momo”, un mostro che sa tutto di te e ti porta a conoscere la violenza, ti rende schiavo, ti fa sentire inadeguato, ti intimorisce, ricatta, ti impone di NON spezzare mai la catena che ha creato ma, soprattutto, di fare ciò che lui dice… anche fino alla morte!!

E’ per contrastare questi fenomeno che noi genitori, dobbiamo sempre sapere contro cosa combattere, non ci si può permettere di non sapere, bisogna informarsi!
Qui troverete un riassunto di quanto ho trovato in rete, ma soprattutto vi invito a osservare e parlare con i vostri bambini e ragazzi, a non perdeteli mai di vista, guardate con loro video su YouTube, non pensate che noi mamme siamo delle super eroine prendiamoci dei momenti con i nostri bambini; fatevi coinvolgere su quello che seguono, su cosa sognano, pensano, e, attraverso il dialogo, arriverete anche alle loro preoccupazioni e potrete così aiutarli a non farsi abbindolare da meccanismi pericolosi, o da amicizie ancora più pericolose, avete uno strumento molto potente, si chiama comunicazione, usatelo!!!

Non mollate mai la presa, non lasciateli soli, può essere davvero pericoloso!!!!!!!

Chi è Momo?

Momo chi è

Il terrore per gli adolescenti è“Momo Game” che si diffonde su app di messaggistica, come WhatsApp.
Se ne parla in tutto il mondo, non solo in Italia, proprio perché per il fatto di transitare su app, diventando virale viaggia in tutti gli angoli del globo.
Si tratta di una challange tra adolescenti, una sorta di sfida virale.

Momo appare in foto come un personaggio terrificante con occhi grandi che sporgono fuori dalle orbite, pelle chiara e ghigno macabro.

Ma chi è REALMENTE Momo?

Momo scultura

Momo viene dal Giappone, quella che si vede su Whatsapp è l’immagine di una scultura di una “donna-uccello” che faceva parte di una mostra sui fantasmi e spettri.

La scultura horror realizzata dall’artista giapponese Midori Hayashi è stata esposta nel 2016 in una galleria d’arte di Ginza, la Vanilla Gallery nel lussuoso quartiere di Tokyo.

Al momento le autorità argentine stanno indagando se il suicidio di una dodicenne di nome Selene, morta domenica scorsa, possa essere ricondotto al gioco anche se non ci sono ancora conferme o smentite.

Secondo le indagini, però la ragazzina sarebbe stata incitata al suicidio dal gioco che prevedeva di filmarsi mentre lo faceva per diffondere, poi, il video sul web.
La bimba si sarebbe impiccata ad un albero riprendendo il foce gesto.

Gli adolescenti entrano in questo meccanismo e diventano vittime di chi incita al suicidio, alla violenza, minacciandoli di maledizioni, e così i ragazzi fragili, si sentono preda di ansia, paura, depressione e non riescono a razionalizzare, qui entrano in gioco gli adulti,  che se riescono a cogliere i segnali di un disagio, possono intervenire evitando tragedie.

Scopri le seguenti letture: Bambino e tecnologia come comportarsi?

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