Il Metodo Feuerstein

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problematiche emotive, di apprendimento, ritardo mentale e disagio sociale

Oggi vi parlerò di un progetto speciale, un metodo che da tempo ho studiato, sperimentato, e fatto mio; in cui credo particolarmente soprattutto dopo averne constatato i benefici e i risultati: IL METODO FEUERSTEIN.

L’INTELLIGENZA E’ UN’ENTITA’ PLASMABILE

L’obiettivo dell’apprendimento non sono le azioni concrete, ma le competenze!

Lo scopo delle singole prove non è la soluzione, ma l’individuazione di un processo mentale attraverso il quale si arriva alla soluzione: come la mia mente ha ragionato? quali strategie ha messo in atto?

Il metodo Feuerstein è un programma di educazione cognitiva, rivolto all’ età prescolare o alle situazioni di ritardo/carenza delle funzioni cognitive di base (ad es. ritardo mentale, paralisi cerebrale, disturbi dell’apprendimento…).

A partire da esercizi giocosi, alcuni manipolativi, che tengono conto della fase di sviluppo del bambino, si spinge il soggetto verso livelli più alti di astrazione e rappresentazione, anche dei contenuti emotivi del pensiero.

La natura concreta dei materiali e delle procedure premette di trasferire gli apprendimenti in altri contesti e portare l’individuo a più alti livelli di astrazione e rappresentazione. L’interazione mediata permette di far manifestare e potenziare le funzioni cognitive emergenti, carenti o del tutto mancanti.

All’interno del programma alcuni strumenti si focalizzano sulle emozioni che diventano così i contenuti del problem-solving (educabilità emotiva).

Tutto questo avviene attraverso un apprendimento mediato e quindi grazie ad un mediatore che si interpone tra il bambino e il mondo e prepara tutti gli stimoli così che il bambino possa gestirli e interiorizzarli.

La prima mediatrice è la madre, la quale, ancor prima che egli controlli il linguaggio verbale, seleziona per lui gli stimoli.

Richiama e cattura la sua attenzione, crea situazioni in cui egli sia portato a richiedere la mediazione. In questo stadio di sviluppo il contenuto svolge un ruolo secondario: lo sviluppo della struttura mentale non dipende dall’offerta di un contenuto specifico.

Feuerstein sosteneva che “i geni non hanno l’ultima parola” e così ha rivoluzionato il modo di intendere l’educazione, grazie all’introduzione della nozione di modificabilità cognitiva, secondo la quale le facoltà intellettive possono sempre essere accresciute e migliorate nel loro funzionamento, durante tutto l’arco di vita dell’individuo.

Perché ciò avvenga sono necessarie, secondo Feuerstein, delle esperienze di apprendimento mediato, in quanto l’apprendimento non avviene per semplice esposizione agli stimoli, ma piuttosto attraverso l’azione di un mediatore (l’adulto di riferimento) che funge da intermediario tra il soggetto e l’ambiente, filtrandone gli stimoli in modo adeguato.

Partendo dalle sue teorie, Feuerstein, creò un programma di intervento cognitivo chiamato programma di arricchimento strumentale (PAS CLASSIC e PAS BASIC) composto da svariati strumenti.

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