Il modello educativo

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In seguito a studi su bambini di tutte le età, alcuni scienziati hanno identificato il modello educativo tipico di questa epoca e si basa su due modalità: la minaccia per paura o la minaccia per colpa, “Se sbagli è perché non sei stato abbastanza attento” “Se sbagli verrai punito con un giudizio negativo, e di conseguenza con una punizione”

Capite che, se a scuola come a casa, gli adulti che si occupano dei bambini instillano in loro paura o senso di colpa per spronarli all’apprendimento non potranno che ottenere effetti deleteri sulla mente dei bambini.

Ma come funziona la mente?

Come funziona l’apprendimento?
Come funziona l’intelligenza?

La mente, l’apprendimento e l’intelligenza sono strettamente collegate alle emozioni, la parte di cervello più arcaica, cioè il cervello rettiliano, è quella parte che comanda le emozioni, la paura risponde all’informazione “Scappa d qui che ti fa male!” la gioia invece risponde a “Resta che fa bene”.

In seguito a questa riflessione potete immaginare che se educhiamo attraverso la paura o il senso di colpa non faremo che alimentare nei bambini la voglia di scappare, la sensazione di vivere in una condizione di pericolo, a questa si accompagnano l’ansia, la tristezza e tutte le fatiche che conosciamo bene.

Quindi qual è la soluzione?

Qual è il modello educativo migliore?

Sicuramente possiamo dire che l’antagonista al modello basato sulla paura o sulla colpa, è il diritto all’errore.

Il diritto all’errore comporta inevitabilmente alleanza educativa, non so a voi, ma a me sembra già un’altra storia, pensare all’alleanza fa sentire meno soli, meno tristi, legittima gli sbagli, fa imparare dagli errori, prevede un sostegno, un lavoro di squadra tra adulti e bambini dove quest’ultimi non vengono giudicati in base agli errori, ma accompagnati verso le competenze.

Ma la meraviglia sta nel fatto che attraverso l’alleanza, gli apprendimenti diventano propri perché i bambini hanno il tempo di viverli, con delle emozioni positive che non gli fanno venir voglia di scappare, ma di restare, senza il disturbo della preoccupazione del risultato, tutto questo implica la possibilità di far spazio per interiorizzare e non solo memorizzare…

Ecco questo per me è magia!

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