Il sonno del bambino: come affrontarlo senza ansia

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Nei bambini, dalla nascita all’adolescenza, il sonno è un aspetto che cambia molto spesso andamento. Si tratta di uno dei temi più discussi tra i genitori.
I ritmi di sonno e di veglia influenzano la vita e spesso sono motivo di stanchezza e sconforto nei genitori.

Questa alternanza nei più piccoli è scandita ovviamente dal bisogno di nutrirsi.
Come negli animali, anche gli esseri umani sono più vigili nel momento del pasto e tendono a dormire di più fuori da questo.

I bambini non hanno dei ritmi prestabiliti: a seconda dell’età e del temperamento, ogni bambino manifesterà il bisogno di dormire in un determinato momento e per una durata del tutto soggettiva.
Gli adulti giocano un ruolo fondamentale nell’incanalare il bambino e soprattutto nell’offerta di un tipo di riposo che sia sufficientemente confortevole.

Consigli utili:

  • Evitare addormentamenti fuori dal suo letto, come la macchina, il lettone o il divano perché ad ogni risveglio rischierebbe di non riconoscere il suo letto come il posto giusto in cui dormire;
  • Offrire un ambiente climatico adatto che non sia né troppo freddo né troppo caldo.
    Questo genere di errore comporta risvegli continui e stressanti e danneggia il ritmo fisiologico di sonno e veglia;
  • Offrire una lucina perché non abbia paura del buio: legato anche questo aspetto al fattore di rassicurazione. I bambini hanno esigenza di essere sereni e sentirsi al sicuro per poter riposare in maniera tranquilla. Anche vivere l’ambiente dove dorme, è di grande aiuto al bambino in questo senso.
    Vivere la cameretta anche di giorno è importante affinché diventi per il piccolo un luogo conosciuto e sicuro;
  • Quando un bambino manifesta l’esigenza di stare con gli adulti e in particolar modo con i propri genitori, anche se è notte non bisogna farsi prendere dal panico e cedere all’ansia: mettetevi nel lettone con il vostro bimbo e rimandate tutto ad un momento più favorevole;
  • Sin dalla tenerissima età è bene creare dei rituali ambientali per rendere chiara la percezione di quando sta per giungere il momento della nanna.
    Fare il bagno al solito orario, verso sera, cenare sempre alla stessa ora e secondo determinate modalità o ancora meglio creando un clima diverso tra la notte e il giorno attraverso i toni di voce diversi, illuminazione differente e presenze differenti creerà nel piccolo delle abitudini.

Le differenti teorie degli esperti

Esistono diverse linee di pensiero su come ottimizzare il sonno del bambino e il suo ritmo sonno/veglia.

Secondo Estiville per esempio il bambino va lasciato nella culla e se piange non va consolato.
Molte mamme nonché pediatri e psicologi si sono discostati da questa teoria, abbracciandone altre molto più accondiscendenti e accomodanti verso i bisogni infantili.

Di questo avviso è Tracey Hogg che consiglia di adottare il metodo Pick up/ Put down e cioè quello di avvicinarsi al piccolo che piange nel suo lettino, far sentire la propria presenza, rassicurarlo tenendolo in braccio, calmarlo ma senza farlo addormentare e poi riporlo nel lettino.

Questo metodo secondo la pediatra, aiuta i bambini a sentirsi sicuri ma allo stesso tempo non confonde il piccolo su quali siano i suoi spazi.

In ultimo si posizionano gli educatori che promuovono il co-sleeping e cioè il co-addormentamento. Secondo la teoria abbracciata da Margot Sunderland, i bambini vanno accolti nel lettone dei genitori fino ai 5 anni, età in cui questi decideranno in totale autonomia di andare a dormire da soli.

Secondo la teoria di Sunderland, i bambini dalla nascita fino ai 5 anni hanno bisogno di sentire soddisfatto il loro bisogno di coccole e rassicurazione.

Il passaggio dall’utero materno al mondo esterno rappresenta un trauma che va metabolizzato con il tempo e secondo delle tappe da non bruciare. Ogni bambino presenta comunque un temperamento diverso da un altro ed è fondamentale tenere in considerazione i bisogni e le tempistiche soggettive proprie.

Circoscrivere gli spazi è importante, come lo è creare gli ambienti adatti e i rituali, ma non bisogna mai dimenticarsi che ogni bambino è un piccolo mondo e va rispettato.

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