Perché il tuo bambino di 2 anni si sveglia la notte?

0
365
bimbo che dorme

Diventare genitori significa assumersi un numero di responsabilità che cresce di pari passo con l’età dei figli e delle cose che fanno o imparano a fare.

È una delle esperienze più belle e gratificanti che si possano vivere, sono delle vere e proprie lezioni di vita, lezioni che si imparano giorno dopo giorno relazionandosi direttamente con il proprio figlio e riscontrando i suoi progressi, ma anche informandosi.

Un’adeguata dose di informazione è ciò che serve per avere quantomeno un’idea di che cosa aspettarsi, cioè a che cosa si va incontro, soprattutto se si è alle prese con il primo figlio.
In merito, le fonti da cui attingere non mancano, vi è la famiglia, gli amici, i conoscenti, i pediatri e le riviste specializzate, così come il web, i forum e noi, che oggi ti presentiamo le principali cause che fanno svegliare di notte il tuo bambino di 24 mesi.

Infatti, le preoccupazioni dei genitori non dormono mai, continuano anche durante la notte.
Proprio per questo abbiamo scelto di parlare dei risvegli improvvisi dal sonno, per far dormire sonni tranquilli anche a te.

Ti sarà infatti capitato di svegliarti nel cuore della notte per il pianto disperato del tuo bambino e di spaventarti parecchio; ecco, il nostro intento è quello di farti capire se occorrere allarmarsi oppure no!

Risvegli notturni per ansia da separazione

Va dal 20 al 30 la percentuale dei bambini da 1 a 3 anni che soffre di un qualche disturbo del sonno, quindi anche se intorno a te hai genitori che dicono che i propri figli si addormentano la sera e si risvegliano tranquillamente la mattina dopo, non preoccuparti che tuo figlio non è l’unico e, per di più, rientra nella normalità.

Infatti, i risvegli notturni fino a circa i 5 anni di età dei bambini sono da considerarsi normali, fisiologici: è proprio il loro istinto naturale quello di cercare il contatto con la mamma, anche durante il sonno.
Questo fenomeno è noto come ansia da separazione ed è appunto abbastanza comune.

Tuttavia, vi è da evidenziare che tale ansia da separazione viene influenzata da fattori di tipo psico-fisiologici, vale a dire da ciò che il bimbo fa e vive durante il giorno, e dagli stimoli che babbo e mamma gli danno, quindi può essere placata mettendo in atto azioni diverse e complementari.

Quel che serve è una maggiore presenza, un maggiore coinvolgimento e una routine specifica per la mamma.
Come si consiglia per gli adulti, anche i piccoli la sera non dovrebbero essere esposti a stimoli particolarmente eccitanti e dovrebbero stare molto soprattutto con la figura femminile più importante nella loro vita, la mamma.

Questo soprattutto se la mamma è una lavoratrice e sta fuori di casa per la maggior parte delle giornate, perché è quasi sempre la mancanza della mamma a farsi sentire nel bambino piccolo, mancanza che si traduce in un’irrequietezza notturna e in un pianto che, come si sa, è una forma di comunicazione, nonché il principale ed unico modo di espressione dei bambini quando non hanno ancora sviluppato l’uso della parola e quando c’è qualcosa che non va.

In relazione a quest’ultima situazione facciamo presente che intorno ai 2 anni il bambino può cominciare a fare brutti sogni e a svegliarsi spaventato proprio per quelli, ma ciò non va confuso con il pavor notturno, che è un fenomeno ben diverso.

Cosa è il pavor notturno

Anche se i casi più frequenti si verificano a partire dai 3 anni, già a 2 anni il tuo bambino potrebbe soffrire di pavor notturno, cioè di terrore notturno.
Si tratta di un disturbo abbastanza comune e facilmente riconoscibile: se il tuo bambino piange, urla e si dimena nel sonno, mentre è cioè dormiente alte sono le probabilità che sia in corso un attacco di terrore incosciente, non consapevole.

Il pavor notturno si può dunque riconoscere con facilità perché le urla di solito sono accompagnate da un lungo pianto, da un aumento del battito cardiaco e da una grande sudorazione.
Lo sappiamo, a tutti succede di farsi prendere dal panico e d’istinto ci viene di svegliare il bambino, ma questo comportamento è controproducente.

Infatti, durante un attacco di pavor notturno il bambino va lasciato dormire, coccolato dolcemente e rassicurato con dei sussurrii, oltre che controllato se è parecchio agitato…nel muoversi potrebbe urtare contro qualcosa e farsi male.

Pur quanto possa spaventare, il pavor notturno è un fenomeno innocuo e passeggero, le crisi variano dai 5 ai 30 minuti di tempo e non hanno ripercussioni.

Non essendo legato alla sfera psicologica, non grava sul comportamento di tuo figlio che non avrà nemmeno memoria di ciò che ha vissuto.
Il terrore notturno non è un incubo e non viene causato da paure o traumi che hanno segnato ed impressionato negativamente il bimbo.

Tuttavia è sempre consigliabile in casi del genere di cercare di regolarizzare gli orari del sonno e ridurre quanto più possibile gli eventuali fattori di stress del figlio nella vita quotidiana.
Il fenomeno è altresì non problematico fintanto che la frequenza dell’attacco è sporadica nel tempo, se invece comincia ad essere un appuntamento fisso, il consiglio è quello di non trascurarlo, ma anzi di informare il pediatra per valutare il tipo di percorso terapeutico da seguire.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here