Come stimolare il linguaggio di un bambino di 2 anni

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stimolare linguaggio 2 anni

Ci sono bambini che parlano molto e bambini più silenziosi. Spesso in quest’ultimo caso, questa caratteristica tende a diventare fonte di preoccupazione per gli adulti.
I genitori ripongono nei propri figli continue aspettative.
Il rischio è quello di creare inconsapevolmente ansia e tensioni. Un clima poco sereno viene avvertito subito dal piccolo che se già di per sé risulta un po’ svantaggiato nell’acquisizione delle proprietà di linguaggio, presenterà una maggiore difficoltà comunicativa.

I bambini per sentire l’esigenza di parlare hanno bisogno di essere lasciati liberi di sperimentare: questo significa che gli adulti a lui vicino non devono incappare nell’errore di anticipare le parole del piccolo, pensando magari di aiutarlo.

In realtà ad anticipare continuamente le parole ostacolando la libera espressione, si rischia di far sentire il bambino insicuro ed incapace di parlare da solo.
Un genitore potrebbe anticipare una frase o un concetto pensando di non far sentire il bambino solo. Anticipare una parola può voler dire per un adulto, andare incontro ad un bisogno, in verità questo comportamento va abbandonato poichè è tutt’altro che di supporto alla crescita del bambino.

Canali che veicolano le parole nei bambini

Esistono delle strategie di acquisizione linguistica che possono aiutare moltissimo tutti i bambini nella fase di acquisizione comunicativa.
La musica è una di queste. Grazie ai suoni, i bambini imparano ad esprimersi e lo fanno divertendosi.

Ripetere le parole di una canzoncina è un metodo da sempre utilizzato ed efficace. Psicologi e logopedisti consigliano questo canale perchè ritmo e musicalità consentono ai più piccoli di esporre al meglio le parole acquisite.

Nei primi mesi di vita fino ai due anni, nei bambini si assiste ad uno sviluppo progressivo del linguaggio che inizia con la reazione ai suoni per poi passare alla cosiddetta lallazione ( riproduzione di sillabe risultante dall’imitazione dei suoni emessi dagli adulti di riferimento).

Verso i due anni, un bambino inizia a riprodurre alcune parole e ad usare la mimica facciale e i gesti per comunicare e farsi comprendere.
Ciò che un adulto può fare consiste nell’essere paziente e dedicare al piccolo un tempo sufficientemente lungo. Trascorrere del tempo cantando delle canzoncine, o delle filastrocche pronunciando bene le parole è un metodo infallibile per imparare a comunicare. La musica rappresenta il primo canale di veicolazione delle parole.

Giocare e tenere lontana l’ansia da prestazione

Spesso si tende a chiedere ai bambini di ripetere le parole.
È molto importante evitare questo comportamento e lasciare che il bambino ascolti e acquisisca secondo le proprie tempistiche le parole che gli arrivano.
Un genitore potrebbe avere brama di sentir parlare il proprio figlio e di sentire alcune parole; ma questo comportamento provoca nel piccolo una sorta di ansia da prestazione che blocca la comunicazione.

Ciò che si può fare in alternativa è giocare molto con il piccolo attraverso l’uso delle parole più semplici. Lo si può fare attraverso la riproduzione dei suoni degli animali, del treno o dell’aereo. Il gioco rilassa e diverte il bambino, lasciandolo sereno e libero di esprimersi.

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